No, non in automatico. Il titolo di riserva (per esempio la Legge 68/1999 per invalidi civili e categorie protette) non basta da solo a garantire la riconferma sul posto di sostegno dell’anno precedente. Conta una sola cosa: risultare nominabili nel cosiddetto “bollettino 0”.
Con l’avvio delle nomine da GaE (Graduatorie a Esaurimento) e GPS (Graduatorie Provinciali per le Supplenze), è uno dei dubbi più frequenti tra chi ha chiesto la continuità sul sostegno ed è anche beneficiario di una riserva.
Cos’è il bollettino 0
Il sistema ministeriale non valuta la continuità didattica per conto proprio. Prima simula una tornata iniziale di nomine, il bollettino 0, per stabilire se l’aspirante avrebbe comunque diritto a un incarico a tempo determinato.
Questa simulazione tiene conto di:
- posizione in graduatoria;
- quote di riserva applicate a livello provinciale;
- classi di concorso e tipologie di contratto indicate nelle preferenze territoriali;
- posti effettivamente disponibili.
Se il docente risulta collocato utilmente per ottenere un incarico, grazie alla riserva o al solo punteggio, scatta la riconferma sulla sede dell’anno precedente, a condizione che il posto sia vacante e ricorrano i requisiti previsti.
Un caso concreto
Una docente con specializzazione sul sostegno e riserva Legge 68/1999 ha prestato servizio l’anno scorso e ha chiesto la continuità. Ha compilato le preferenze senza limitare troppo le sedi disponibili.
Nel primo turno di simulazione provinciale, la sua posizione rientra tra quelle che ottengono un incarico, anche grazie alla quota riservata. La riserva la fa entrare tra i nominabili; una volta accertato il diritto al contratto a livello provinciale, l’algoritmo le assegna la sede di continuità.
Riserva e continuità: due istituti diversi
La riserva di posti tutela l’accesso al lavoro delle categorie protette nei contingenti provinciali. La continuità didattica mira invece a garantire stabilità all’alunno con disabilità, intervenendo sulla sede specifica da assegnare.
Il titolo di riserva non aggira le regole generali della procedura. L’unico vero rischio è l’esclusione per preferenze territoriali troppo restrittive, che possono lasciare il docente senza posti disponibili tra quelli richiesti.
Cosa significa in pratica
Chi ha chiesto la continuità e ha una riserva dovrebbe controllare due cose nei primi provvedimenti degli Uffici Scolastici Territoriali: la corretta applicazione della quota di riserva e la propria posizione tra gli aspiranti utilmente collocati. Preferenze territoriali troppo strette restano il rischio concreto da evitare in fase di compilazione dell’istanza.
Per approfondire come vengono assegnati i posti alle riserve nei concorsi scolastici: Come si assegnano i posti alle riserve nei concorsi scolastici.
Prof. Gianfranco Carlone
