Nuovo Bonus Mamme 2026, arrivano le indicazioni INPS: il contributo sale a 60 euro per ogni mese di lavoro, fino a un massimo di 720 euro annui. La misura interessa anche le lavoratrici della scuola,  docenti e personale ATA, con contratto a tempo indeterminato o determinato, purché in possesso dei requisiti previsti.

La Circolare INPS n. 106 del 16 ottobre 2026 fornisce chiarimenti sull’applicazione del beneficio, sui requisiti economici e familiari e sul coordinamento con l’esonero contributivo previsto per alcune categorie di madri lavoratrici.

Ma chi può ottenere il bonus? Quali sono le regole per le supplenti? Come cambia la situazione per chi viene immessa in ruolo durante il 2026? E quando sarà possibile presentare la domanda?

Vediamo tutti i dettagli.

Indice dei contenuti

  1. Novità del Bonus Mamme 2026
  2. Chi ha diritto al bonus: requisiti di reddito e familiari
  3. Regole per docenti e personale ATA
  4. Impatto su tasse e ISEE
  5. Casi particolari e risposte alle domande frequenti
  6. Come e quando presentare la domanda

1. Novità del Bonus Mamme 2026

La principale novità del Nuovo Bonus Mamme 2026 riguarda l’aumento dell’importo riconosciuto alle lavoratrici madri.

Per l’anno 2026 il contributo è pari a 60 euro per ogni mese o frazione di mese in cui risulta attivo un rapporto di lavoro o un’attività lavorativa autonoma, nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa.

L’importo massimo raggiunge quindi 720 euro per dodici mensilità.

La misura è stata prevista dalla Legge di Bilancio 2026 e si inserisce tra gli interventi di sostegno al reddito delle lavoratrici con figli. L’INPS ha illustrato i criteri applicativi nella Circolare n. 106 del 16 ottobre 2026.

Quanto spetta?

  • 60 euro per ogni mese o frazione di mese utile.
  • 720 euro per dodici mensilità.
  • Un pagamento in un’unica soluzione, secondo le modalità e le tempistiche previste dall’INPS.

Il beneficio non è una maggiorazione automatica dello stipendio: deve essere richiesto attraverso le procedure indicate dall’Istituto

2. Chi ha diritto al bonus: requisiti di reddito e familiari

Per ottenere il Bonus Mamme 2026 occorre verificare sia il requisito economico sia la composizione del nucleo familiare.

Il limite di reddito: 40.000 euro

Il reddito da lavoro rilevante per il 2026 non deve superare 40.000 euro annui.

Ai fini della verifica occorre considerare i redditi da lavoro dipendente e autonomo secondo i criteri specificati dall’INPS. In presenza di più rapporti di lavoro, i relativi redditi devono essere valutati complessivamente.

Non tutte le somme percepite nel corso dell’anno seguono, tuttavia, le medesime regole. L’INPS distingue, infatti, tra i redditi sostitutivi della retribuzione percepiti durante il rapporto di lavoro, quali le indennità di maternità e di malattia, il congedo straordinario e i trattamenti di integrazione salariale, che rilevano ai fini del computo, e le prestazioni connesse alla cessazione del rapporto di lavoro, quali NASpI, DIS-COLL e trattamenti pensionistici, comprese le pensioni ai superstiti, che ne sono invece escluse.

Il requisito familiare: quanti figli bisogna avere?

Il Bonus Mamme è destinato alle lavoratrici madri con almeno due figli, ma il limite di età varia in base al numero dei figli.

Madri con due figli

Il beneficio può spettare fino al mese del compimento del decimo anno di età del secondo figlio, nel rispetto degli altri requisiti.

Madri con tre o più figli

Il beneficio può spettare fino al mese del compimento del diciottesimo anno di età del figlio più piccolo. Per le madri titolari di un contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato è però necessario verificare le specifiche regole di esclusione e il possibile accesso all’esonero contributivo IVS.

Il semplice fatto di avere due o più figli, quindi, non garantisce automaticamente il diritto al contributo: devono essere verificati anche l’età dei figli, il reddito e la tipologia di rapporto di lavoro.

3. Bonus Mamme 2026 per docenti e personale ATA

Il beneficio può interessare anche le lavoratrici del comparto scuola, sia docenti sia personale ATA. Per verificare il diritto  è fondamentale distinguere tra le diverse tipologie di contratto, a tempo indeterminato o determinato, e considerare i periodi di lavoro svolti, nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa vigente.

Docenti e ATA precarie: supplenze brevi, fino al 30 giugno e al 31 agosto

Le lavoratrici con contratto a tempo determinato possono accedere al bonus se possiedono i requisiti familiari ed economici richiesti.

Rientrano, in linea generale, le supplenti con incarico:

  • fino al termine delle attività didattiche, normalmente il 30 giugno;
  • fino al termine dell’anno scolastico, normalmente il 31 agosto;
  • per supplenze temporanee o brevi, nei mesi o nelle frazioni di mese riconosciuti secondo le regole INPS.

Per chi lavora con più contratti durante il 2026, occorre considerare i periodi lavorativi utili nel corso dell’anno.

Esempio pratico: una docente supplente che abbia rapporti di lavoro utili per sei mensilità potrebbe maturare un importo complessivo di 360 euro, se risultano soddisfatte tutte le condizioni previste.

Il calcolo effettivo dipende dai periodi riconosciuti e dalle regole applicabili al singolo caso.

Docenti e ATA di ruolo con due figli

Le lavoratrici con due figli e contratto a tempo indeterminato possono accedere al Bonus Mamme se rispettano il limite reddituale e il requisito relativo all’età dei figli.

Anche in questo caso il contributo viene calcolato sulla base dei mesi o delle frazioni di mese utili nell’anno di riferimento, fino al massimo previsto.

Madri con tre o più figli e contratto a tempo indeterminato

Per le lavoratrici madri con tre o più figli, il Bonus Mamme 2026 non spetta per i mesi in cui è attivo, anche solo per una parte del mese, un contratto di lavoro a tempo indeterminato.

Per queste lavoratrici è infatti previsto un altro beneficio: l’esonero del 100% dei contributi previdenziali  a loro carico. In pratica, in presenza dei requisiti previsti dalla normativa, i contributi previdenziali che normalmente vengono trattenuti dallo stipendio sono azzerati. Di conseguenza, per gli stessi periodi, le lavoratrici interessate beneficiano dell’esonero contributivo in busta paga anziché del Bonus Mamme.

Immissione in ruolo durante il 2026

Una situazione particolare riguarda le lavoratrici che passano da un contratto a tempo determinato a uno a tempo indeterminato durante l’anno.

In questi casi è necessario distinguere i periodi precedenti e successivi alla decorrenza del nuovo contratto.

Per una madre con almeno tre figli, ad esempio, il bonus può spettare per i mesi in cui ricorrono i requisiti del rapporto a tempo determinato; dal mese in cui entra in vigore il contratto a tempo indeterminato può invece applicarsi l’esonero contributivo IVS, se ne sussistono le condizioni.

4. Bonus Mamme 2026: impatto su tasse e ISEE

Uno degli aspetti più importanti della misura riguarda il trattamento fiscale.

Il contributo è esente IRPEF

Il Nuovo Bonus Mamme è un’integrazione al reddito non imponibile ai fini fiscali e contributivi, secondo la disciplina prevista.

L’importo riconosciuto non viene quindi assoggettato a IRPEF come una normale componente della retribuzione.

Il bonus non entra nel calcolo dell’ISEE

Il contributo non rileva ai fini del calcolo dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE), secondo quanto previsto dalla disciplina della misura.

Questo significa che il Bonus Mamme non viene aggiunto al reddito rilevante per l’ISEE per il solo fatto di essere stato percepito.

Restano naturalmente valide le altre regole di calcolo dell’indicatore e i requisiti specifici previsti per le singole prestazioni sociali.

5. Casi particolari

Il bonus spetta anche a chi lavora soltanto per pochi mesi

Se sono soddisfatti tutti i requisiti e i periodi lavorativi sono riconosciuti ai fini della prestazione. Il contributo viene calcolato in relazione ai mesi o alle frazioni di mese utili, entro il limite massimo annuo.

Importo intero a chi lavora con uno spezzone orario

La misura è calcolata su base mensile e non costituisce una percentuale dello stipendio. Per questo motivo, il solo fatto di avere un orario part-time o uno spezzone non comporta automaticamente una riduzione proporzionale del contributo. Occorre verificare le condizioni di spettanza per il mese interessato.

Ore eccedenti e altri emolumenti incidono sul limite di reddito

Il limite di 40.000 euro deve essere verificato sulla base dei redditi rilevanti secondo le istruzioni INPS, considerando complessivamente le attività lavorative interessate.

Per le lavoratrici della scuola, eventuali compensi accessori, ore eccedenti e somme del Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa devono essere valutati secondo la loro natura fiscale e le regole previste per il calcolo del reddito utile.

Il bonus viene pagato a fine anno

La misura è riconosciuta dall’INPS e non va confusa con una voce ordinaria dello stipendio erogata mensilmente dalla scuola.

Il contributo viene liquidato secondo le modalità previste dall’Istituto, dopo la presentazione della domanda e le verifiche necessarie.

Chi diventa di ruolo durante l’anno non perde il bonus

Il passaggio al tempo indeterminato non comporta  la perdita dell’intero beneficio per l’anno. Occorre valutare i periodi lavorativi e, per le madri con almeno tre figli, il coordinamento con l’eventuale esonero contributivo IVS.

6. Come e quando presentare la domanda

Il Bonus Mamme deve essere richiesto secondo le modalità indicate dall’INPS. Le lavoratrici interessate possono utilizzare i canali istituzionali disponibili.

Domanda online con SPID, CIE o CNS

La procedura telematica è accessibile dal portale ufficiale INPS:

https://www.inps.it/

Dopo l’accesso con le credenziali digitali, occorre cercare il servizio dedicato al Nuovo Bonus Mamme e seguire le istruzioni disponibili.

Contact Center INPS

Sono inoltre disponibili i canali telefonici dell’Istituto:

  • 803 164 da rete fissa;
  • 06 164 164 da rete mobile, con costi variabili in base al proprio operatore.

Quando scade la domanda?

Prima di presentare l’istanza è necessario verificare le scadenze ufficiali e l’effettiva disponibilità della procedura per il 2026.

La pubblicazione della circolare non deve essere confusa automaticamente con l’apertura o con la scadenza del servizio online. Per conoscere i termini applicabili occorre consultare gli eventuali messaggi integrativi dell’INPS e le comunicazioni presenti nella pagina ufficiale del beneficio.

Anche la data dell’eventuale pagamento in un’unica soluzione deve essere verificata sulla base delle indicazioni operative aggiornate

Assistenza per docenti e ATA presso le nostre sedi

Sei una docente, un docente o una lavoratrice del personale ATA e vuoi sapere se hai diritto al Nuovo Bonus Mamme 2026? Il Sindacato Scuola Athena offre assistenza e informazioni al personale della scuola interessato a conoscere i requisiti e le modalità per richiedere il contributo.

Presso le nostre sedi puoi ricevere supporto per chiarire i dubbi relativi ai requisiti familiari e reddituali, verificare la tua situazione lavorativa e ottenere indicazioni sulla procedura da seguire per presentare la domanda all’INPS.

L’assistenza è rivolta sia al personale scolastico di ruolo sia alle lavoratrici precarie con contratto a tempo determinato, comprese le supplenti con incarichi fino al 30 giugno o al 31 agosto, nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa.

Per maggiori informazioni sul Bonus Mamme 2026 e per ricevere assistenza, contattaci o vieni a trovarci presso le nostre sedi . Ti aiuteremo a orientarti tra le disposizioni INPS e gli adempimenti necessari

Fonti ufficiali

 

Prof. Gianfranco Carlone