Il DM 138/2026 pubblicato da qualche giorno assume particolare importanza per docenti precari, aspiranti insegnanti e personale già in servizio, poiché disciplina il numero di posti, le modalità di accesso e i criteri di selezione, incidendo direttamente sulle possibilità di conseguire l’abilitazione e di partecipare alle future procedure concorsuali.

Tuttavia, sebbene molto atteso, il provvedimento delude le aspettative: i posti disponibili sono estremamente esigui e non garantiscono un accesso realmente significativo all’abilitazione. In questo contesto, chi ha già maturato esperienza concreta sul campo viene penalizzato, mentre le differenze tra le categorie di docenti si accentuano.

Ambito di applicazione del decreto

Il provvedimento autorizza l’attivazione dei percorsi abilitanti presso:

  • Università;
  • Istituzioni AFAM
    in possesso di regolare accreditamento da parte del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR).

I percorsi riguardano la scuola secondaria, comprese le classi di concorso degli insegnanti tecnico-pratici (ITP).

Il decreto si applica esclusivamente all’anno accademico 2025/2026.

I posti autorizzati, le modalità di accesso e l’organizzazione delle attività formative sono quindi riferiti ai percorsi che verranno avviati in tale periodo, sulla base dei bandi emanati dalle singole istituzioni.

Posti autorizzati e ripartizione

Il DM 138:

  • autorizza il numero complessivo dei posti disponibili per i percorsi abilitanti;
  • stabilisce la ripartizione dei posti tra università e istituzioni AFAM accreditate;
  • suddivide i posti per classe di concorso.

La distribuzione dettagliata dei posti è contenuta nell’allegato A al decreto, che costituisce il riferimento ufficiale per la successiva pubblicazione dei bandi.

Modalità di accesso e selezione

I percorsi sono accessibili tramite bando pubblico delle singole istituzioni, molte delle quali hanno già attivato le procedure.

In caso di numero di domande superiore ai posti disponibili, è prevista la formazione di una graduatoria di merito, sulla base della valutazione dei titoli , secondo criteri definiti in modo uniforme a livello nazionale.

Il decreto consente lo svolgimento del 50% delle attività formative in modalità telematica, mentre tirocini e laboratori devono essere svolti in presenza, a garanzia della qualità della formazione.

Tipologie di percorsi

I posti autorizzati dal DM 138 riguardano:

  • percorsi abilitanti da 60 CFU/CFA;
  • percorsi da 30 o 36 CFU/CFA, riservati a specifiche categorie di candidati, in base ai requisiti previsti dalla normativa vigente.

La possibilità di accesso dipende sia dal profilo individuale del candidato sia dalla disponibilità di posti per la classe di concorso di riferimento.

La riserva dei posti del 45%

Un aspetto particolarmente rilevante dei percorsi abilitanti per l’a.a. 2025/2026 è la riserva del 45% dei posti.

Per ciascun percorso abilitante da 60 CFU/CFA, il 45% dei posti autorizzati è riservato a specifiche categorie di aspiranti docenti che hanno già maturato esperienza di insegnamento, con l’obiettivo di valorizzare il servizio prestato nella scuola.

Rientrano nella riserva del 45%:

  • i docenti che abbiano svolto almeno tre anni di servizio negli ultimi cinque, anche non continuativi, di cui almeno uno sulla specifica classe di concorso per la quale si richiede l’abilitazione, nelle scuole statali o paritarie;
  • i candidati che hanno partecipato al concorso straordinario di cui all’art. 59, comma 9-bis, del DL 73/2021.

All’interno della quota del 45% è inoltre prevista una sotto-riserva del 5% destinata ai docenti con contratti di insegnamento nei percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP).

Qualora le domande presentate all’interno della quota riservata superino i posti disponibili, l’ammissione avviene tramite graduatoria basata sulla valutazione dei titoli. I posti eventualmente non coperti nella riserva vengono redistribuiti agli altri candidati.

La procedura rappresenta un passo importante nel processo di reclutamento, ma lascia irrisolte molte delle criticità strutturali del sistema. Rimane urgente garantire percorsi realmente accessibili e sostenibili, che valorizzino l’esperienza dei docenti precari. In questo contesto, la restrizione dei posti per chi ha almeno tre anni di servizio appare del tutto ingiustificata: non solo penalizza docenti che hanno maturato esperienza concreta sul campo, ma introduce una disparità di trattamento ingiustificabile tra categorie di docenti, indebolendo la credibilità e l’equità complessiva del sistema.

 

D.M. n. 138 del 27-01-2026

ALLEGATO A Ripartizione dei posti per l’attivazione dei percorsi di formazione insegnanti

Allegato B Tabella dei titoli valutabili posti normali

D.M. n. 137 del 27-01-2026   Riserva di posti e criteri di accesso

Allegato A  Tabella dei titoli valutabili per la riserva di posti

 

Gianfranco Carlone