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La-buona-scuola e la sentenza della C.E.

Scritto da franco lillo on .

ROTTAMATAOra i numeri li dà la Giannini.

Stima in 15 mila i beneficiari della sentenza.

Noi ne contiamo più di 200 mila con gli Ata

e il personale docente incluso in seconda fascia.

Stabilizzare da subito il personale già in servizio

con supplenza annuale o fino al 30 giugno.

Molti colleghi ci stanno chiamando per cercare di capire in che modo e quando la sentenza della corte di Giustizia Europea sarà applicata dal governo.

         Quello che abbiamo capito con certezza è che il nostro ministro, Stefania Giannini, no lo sa ancora.

         Dalle interviste concitate e spesso improvvisate di queste ultime ore, pare stia dando i numeri.

         A suo dire sarebbero solo 15 mila i potenziali beneficiari.

         A noi pare voglia riferirsi solo alle supplenze annuali conferite su posti “liberi e disponibili”, e quindi solo a quei colleghi(ATA e docenti), che hanno lavorato per almeno tre anni con nomina fino al 31 agosto.

         Se è così, se a questo vuole riferirsi, davvero dà i numeri.

         Un posto in organico di fatto, che per mera convenzione amministrativa, viene conferito a supplenza fino al termine delle attività didattiche e non fino al 31 agosto, non sarebbe valutabile ai fini del raggiungimento del requisito dei tre anni di servizio per essere stabilizzato, perché non era in organico di diritto.

         Oppure un posto liberatosi perché un collega di ruolo ha ottenuto l’assegnazione provvisoria in altra scuola e/o anche in altra provincia, su un posto libero e disponile, che solo per convenzione già censurata in più occasioni dalla giustizia ordinaria, viene assegnato a supplenza fino al 30 giugno, egualmente non farebbe requisito.

         Dimentica però che per i PAS dello scorso anno, il requisito dei tre anni è stato considerato valido dal MIUR se prestato  per almeno 180 giorni per anno scolastico.

         Non si comprende perché ora, e solo ora, la stessa norma, applicata allo stesso personale, dovrebbe essere valutata in maniera diversa.

         Per questo a noi pare solo una interpretazione illegittima, illogica e assurda.

         Ma anche in questa ipotesi, i conti continuano a non tornarci, anche perché nel novero deve essere compreso anche il personale ATA espressamente richiamato nelle motivazioni e nel dispositivo della sentenza.

         Così anche il personale in possesso di abilitazione che ha prestato i tre anni di servizio.

         Ci riferiamo in primo luogo agli insegnati di scuola primaria e dell’infanzia, ma anche agli abilitati con i PAS, i TFA negli ultimi due anni, e ora inclusi in seconda fascia.

         Noi stimiamo in almeno 30/40 il personale ATA, in maggioranza nelle regioni meridionali, e 40/50 mila il personale docente, quasi esclusivamente nelle regioni del Nord.

         In ogni caso il piano de “ la buona scuola” deve essere ripensato alla luce di questa importante sentenza e, nella migliore delle ipotesi, rinviato a tempi migliori.

         In ogni caso ribadiamo la nostra proposta di richiedere alla Commissione Europea una scaglionamento in due/tre anni nell’applicazione della sentenza, prevedendo nel contempo un’uscita anticipata a domanda, con i requisiti pensionistici pre-Fornero, del personale della scuola.

         Nel frattempo si possono già stabilizzare i precari in servizio con supplenza annuale o fino al 30 giugno, che hanno il requisito previsto dei tre anni, per proseguire dal prossimo 1° settembre 2015 su tutti i posti che si renderanno disponibili con i pensionamenti o con l’incremento dell’organico di scuola

         Solo per questa via potremmo ordinatamente gestire questa fase complessa e delicata di riordino di tutto il sistema pubblico di formazione ed evitare di rottamare definitivamente la scuola insieme al piano della BUONA SCUOLA.

 

 

 

 

 

 

 

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