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Mercoledì 26 novembre la sentenza della C.E.

Scritto da franco lillo on .

CONTIIl personale ATA, dimenticato
da Renzi, e i precari di terza

fascia di istituto con 3 anni di servizio
potrebbero far saltare il banco.

 

         Come abbiamo già avuto modo di scrivere, la sentenza della Corte di Giustizia Europea, attesa il prossimo mercoledì 26 novembre, con molte probabilità, condannerà l’Italia per abuso di reiterazione di contratti a tempo determinato nel pubblico impiego.

         Nel nostro strano Paese se un datore di lavoro privato ti rinnova il contratto da precario oltre i tre anni è obbligato ad assumerti a tempo indeterminato.

         Se invece lo fa lo Stato quest’obbligo non c’è o viene eluso.

         Ed è questo comportamento sperequato e illogico che molto probabilmente l’Europa censurerà.

         Quindi riguarderà l’abuso di reiterazione dei contratti a T. D. nel pubblico impiego.

         La scuola di certo è il settore maggiormente interessato, ma non è l’unico.

         E nella scuola, oltre agli insegnanti, c’è anche il personale ATA: collaboratori, assistenti amministrativi e tecnici.

         Stimiamo che, soprattutto nelle regioni meridionali, nelle graduatorie permanenti istituite nel 2001, ci siano almeno 40 mila iscritti che hanno maturato il requisito dei tre anni di contratto.

         Di questo personale Renzi si è dimenticato nel “ LA-BUONA-SCUOLA”.

         Dalla Gelmini in poi, questo personale ha subito solo tagli, e anche il piano del governo attuale prevede nuove contrazioni di organico.

         Ora la sentenza ovviamente, se sarà favorevole, riguarderà anche loro e farà giustizia.

         Ci sono anche, in molte province del Nord, molti insegnanti inclusi in terza fascia di istituto che hanno maturato i tre anni di servizio, e quindi rientrerebbero nella sentenza.

         Sicuramente nella scuola primaria e dell’infanzia, visto che il diploma di istituto magistrale conseguito entro il 2001/02 è stato riconosciuto abilitante.

         A questo punto potrebbe aprirsi un contenzioso tra gli inclusi in graduatoria ad esaurimento che non hanno maturato i tre anni di servizio e quelli di terza fascia che invece lo hanno maturato.

         Così il Passo dopo Passo “ la buona scuola” di Renzi e Giannini si va a far benedire.

         Davvero potrebbe saltare il banco.

         Per questo rinnoviamo la nostra proposta di richiedere alle istituzioni comunitarie una applicazione scaglionata della sentenza ( due, tre anni al massimo) o in alternativa prevedere un piano di prepensionamenti anticipati per la scuola con i requisiti ante Fornero: 40 anni di servizio o 65 di età, e ripristinare quota 96 fino ai nati nel 1955, che compirebbero i 60 anni nel 2015.

         Volere assumere in un solo anno 150 mila docenti inclusi nelle GAE a noi pare non praticabile.

         Anche volendo istituire un organico funzione di scuola dell’8% su circa 600 mila docenti di ruolo, avremmo meno 50 mila nuovi posti, che sommati ai pensionamenti dei docenti per il 2015 stimati in circa 28 mila avremmo meno 80 mila nuovi posti disponibili.

        Anche considerando che in qualche regione le graduatorie dei concorsi sono esaurite, potremmo avere circa 50 mila posti per le GAE e 30 mila per i concorsi ordinari.

E gli altri 100 mila?

I numeri non ci tornano.