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l'intervento del ministro Gelmini alla commissione cultura della Camera

Scritto da franco lillo on .

  comincia con il piede giusto, ma sui precari nemmeno una parola  

Dopo avervi dato tempestivamente  il comunicato  dell'ANSA delle ore 13,14 di oggi, che essendo un lancio di agenzia era necessariamente sintetico e si soffermava sostanzialmente solo su un punto: gli stipendi del personale della scuola, mi sono premurato di cercare nei resoconti della Camera dei Deputati l'intervento del Ministro Maristella Gelmini.

Volevo capire, come dire, il taglio, l'impostazione che vuole dare al suo mandato la giovane Ministro dell'Istruzione.

       Oltre, ovviamente, alla constatazione che gli stipendi degli insegnanti  sono da fame, ho apprezzato il suo invito a tutti a fare uno sforzo unanime per adeguarli alla media europea.

       Ho condiviso  il suo appello per un'alleanza per la scuola e la formazione che superi gli steccati ideologici e vada a riforme condivise, cosi anche il suo impegno contro il bullismo e per la meritocrazia.

       Ricordo un grande italiano, Giorgio Amendola che, andando contro corrente  per quei tempi, eravano nel 1969,, ci ammoniva che il "diciotto politico e  le promozioni di massa, avrebbero portato ad un Paese di cialtroni".

       Aveva visto giusto!

       Affermare poi la centralità dell'insegnamento della  lingua italiana , credo sia davvero rivoluzionario, anche se messo insieme alle tre "I" della Moratti, sottolinea la sensibilità della neo ministro verso la cultura umanistica  che deve restare a fondamento  della formazione.

       Così il richiamo ai "quaderni di Gramsci" mi è parso appropriato e quanto mai opportuno.

Lo studio deve essere sentito come un lavoro,  come un impegno prioritario e fondamentale, scriveva ai figli Delio e Giuliano.

       Bene, ho apprezzato e condiviso, tutto o quasi le cose dette e anche il modo in cui le ha dette.

       Mi preoccupano, però,  le omissioni o le dimenticanze.

Sui precari nemmeno una parola.

Signor Ministro, mi dica per favore, quando pensa di firmare il decreto per le immissioni in ruolo ?

Sa,  non mi sono mai piaciuti  i punti interrogativi,  cerco sempre di evitarli quando scrivo. Fatti come sono, ad uncino, si rischia di inciamparci.

       Ma in questo caso ci sono migliaia di  persone in carne ed ossa , che avevano avuto una promessa dal passato governo,  e che  ora questa domanda la fanno a noi,  ogni giorno.

Non è sicuramente per  "captatio benevolentia", ma credo che Lei oggi abbia cominciato con il piede giusto.

Per questo Le chiedo, a nome di tanti colleghi che vivono il dramma della precarietà e dell'incertezza sul futuro, continui così,  faccia presto!

Una scuola di qualità si costruisce con insegnanti preparati ma anche stabili e sereni.

Buon lavoro signor Ministro.

Di seguito abbiamo sintetizzato l'intervento del Ministro Gelmini e il commento del Ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta.

BULLISMO

"Non saranno più tollerati gli atti che non rispettano i compagni di classe, gli insegnanti, le strutture, il patrimonio comune", dice il ministro, particolarmente sensibile al problema visto che già a fine maggio aveva annunciato una task force contro il bullismo. nelle classi.



GLI STIPENDI DEI PROF

"Questa legislatura deve vedere uno sforzo unanime nel far sì che gli stipendi degli insegnanti siano adeguati alla media Ocse", ha detto il ministro esponendo le linee guida del suo mandato.
"Non possiamo ignorare - ha spiegato - che lo stipendio medio di un professore di scuola secondaria superiore dopo 15 anni di insegnamento è pari a 27.500 euro lordi annui, tredicesima inclusa. Fosse in Germania, ne guadagnerebbe ventimila in più. In Finlandia sedicimila in più. La media Ocse è superiore a 40.000 euro l'anno", ha concluso Gelmini.


PAROLA D'ORDINE, MERITOCRAZIA

Merito, autonomia e valutazione: ecco le tre parole d'ordine del nuovo ministro: ''La scuola deve premiare gli studenti migliori'', ha detto Gelmini citando il programma del Pd laddove dice che ''e' necessaria una carriera professionale degli insegnanti che valorizzi il merito e l'impegno''.

Secondo la Gelmini non si puo' eludere il tema dell'autonomia e ha aggiunto ''autonomia e valutazione sono due facce della stessa medaglia, non possiamo rendere piena l'autonomia scolastica senza un sistema di valutazione che certifichi, in trasparenza, come e con quali risultati venga speso il pubblico denaro''.



LA POLITICA FUORI DALLE CLASSI

Lasciare lo scontro politico fuori dalla scuola. È l'auspicio del ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, durante la sua audizione alla commissione Cultura della Camera. "È indispensabile - ha aggiunto - una grande alleanza per la scuola, in cui tutti dino il contributo per il miglioramento della più grande infrastruttura del Paese. Dunque, è l'ora del buon senso e della condivisione delle scelte: si opererà in maniera non ideologica, ma pragmatica. Condivido le parle di Fiorono che ha auspicato una legislatura di buon senso".


Per Gelmini, è necessario "non affidare solo alle leggi di sistema la soluzione dei problemi dell'istruzione". E quindi si faranno riforme legislative "solo dove è strettamente necessario".
"Per troppi anni - ha detto ancora - si è ritenuto che le riforme legislative potessero risolvere da sole i problemi del sistema educativo. Si è investito le energie sull'attività legislativa, discusso troppo a lungo su cicli, modelli pedagogici. Oggi serve buona amministrazione, progettualità, buon governo, semplificazione e chiarezza. Basta con la montagna di norme di regolamenti confuse e incomprensibili. Inoltre, non si può ripartire da zero ogni volta e non bisogna cancellare come è sempre accaduto ciò che di buono i ministri precedenti hanno fatto".



LA QUARTA 'I'

La "patente" delle tre 'I', Inglese, Internet, Impresa e' "indispensabile a percorrere le strade del terzo millennio, ma non puo' essere presa a discapito della quarta 'I', la 'I' di Italiano, termine con cui ricomprendo l'antico trinomio, leggere, scrivere, far di conto". E' quanto dichiara ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, intervenendo commissione Cultura alla Camera per presentare le sue linee guida per la scuola. L'italiano, sottolinea Gelmini, "e' il territorio in cui si esercita la ragione e la ricerca del senso".



LA CITAZIONE

"Occorre persuadere molta gente che anche lo studio e' un mestiere, e molto faticoso, con un suo speciale tirocinio: e' un processo di adattamento, e' un abito acquisito con lo sforzo, la noia e anche la sofferenza", ha detto il ministro citando i 'Quaderni dal carcere' di Antonio Gramsci.

"La partecipazione di piu' larghe masse alla scuola media porta con se'- cita ancora Gelmini, facendo delle parole di Gramsci un monito innanzitutto alla sua azione, soprattutto per quanto riguarda la premiazione degli studenti piu' meritevoli- la tendenza a rallentare la disciplina dello studio, a domandare 'facilitazioni', occorrera' resistere alla tendenza di render facile cio' che non puo' esserlo senza essere snaturato".



BRUNETTA

"Bisogna aumentare gli stipendi degli insegnanti che sono una risorsa fondamentale per il Paese, bisogna aumentare la loro produttivita', le loro competenze, il loro capitale umano". Cosi' il ministro dell'innovazione della pubblica amministrazione, Renato Brunetta, commenta l'audizione del ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini, a margine di un convegno al Tempio Adriano. "Noi- continua Brunetta- dobbiamo avere gli insegnanti piu' bravi e piu' pagati d'Europa, attualmente non e' cosi'".