Stampa

Sentenza Plenaria n. 11 del Consiglio di Stato

Scritto da GIUSY GUARIGLIA on .

 

 I possibili rimedi dopo una sentenza

contraddittoria e illogica.

                     Intanto il Miur ha deciso di non decidere.

                          Tutto rinviato a dopo le elezioni politiche. 

 

 

Stiamo seguendo con attenzione l'evoluzione della situazione dopo la nota  sentenza  del 20 dicembre scorso, emessa dall’Adunanza Plenaria del CdS.

Il risultato  è, in tutta evidenza,  la cronaca di un disastro annunciato, che ha visto tutti i vari governi, finora succedutisi, arroccati in una posizione di ostinata e illogica opposizione.

Una ostinazione che ha permeato anche i poteri forti di questo Paese, a cominciare da un quotidiano autorevole quale è il Corriere della Sera, che ha scomodato la  firma prestigiosa  di Gian Antonio Stella e non solo,  per sparare ad alzo zero contro i titolari di diploma magistrale ante 2002 che erano entrati in GAE.

Dopo il primo incontro tenutosi il 4 gennaio scorso, siamo rimasti in attesa del parere che l'Avvocatura dello Stato, sollecitata, avrebbe dovuto fornire al MIUR, martedì 16 gennaio, ai fini dell'applicazione della citata sentenza.

Purtroppo hanno deciso di non decidere, di differire tutto a dopo le elezioni politiche previste per il 4 marzo prossimo.

Questo atteggiamento dilatorio e pilatesco non lascia sperare nulla di buono.

Un brutto segnale.

Il modo peggiore per dare risposte ad una scuola già  in  affanno per le tante storture della legge 107.

Bastava  estendere le pronunce definitive dello stesso Consiglio di Stato a tutti gli aventi diritto, ope legis, ed evitare di ingolfare la giustizia amministrativa e arrivare  a soluzioni giuste e condivise.

Ma tant’è.

Il nostro ufficio legale  sta elaborando una approfondita strategia per cercare di trovare  rimedi efficaci, e soprattutto veloci, al fine di contrastare questa pronuncia assurda, contraddittoria, che smentisce ben sette  delle sue stesse sentenze ormai definitive, le quali affermano l’esatto contrario.

 

Ma vediamo, per quanto ci riguarda, lo stato dell'arte relativo al contenzioso in corso dei nostri ricorrenti:

SENTENZA TAR LAZIO 2015

nel 2015 abbiamo ottenuto dal TAR Lazio una sentenza, appellata dal Miur al C.d.S.; l'udienza, fissata per dicembre 2016, fu rinviata a data da destinarsi.

Tra i ricorrenti compresi in questa sentenza una buona parte sono stati già immessi in ruolo, alcuni con clausola rescissoria, altri no. Tutti i nominati a T. I. e  hanno superato il periodo di prova.

Per questi, a parere dei nostri legali,  non dovrebbero esserci  problemi,  al pari di quelli compresi in sentenze passate in giudicato.

Io credo che anche chi, compreso in quella sentenza e non immesso in ruolo, nel caso di cancellazione dalle GAE, possa presentare ricorso, per evidente disparità di trattamento e lesione del principio del legittimo affidamento.

ORDINANZA TAR LAZIO 2016

 A fine agosto 2016, invece abbiamo ottenuto una ordinanza che disponeva l'inclusione "con riserva" nelle GAE. 

Circa una trentina dei nostri ricorrenti hanno maturato l'immissione in ruolo in province del Nord. Per i nominati a T. I. con superamento del periodo  di prova, dovrebbe valere  lo stesso principio dei nominati  con sentenza e con conferma in ruolo.

RICORSO TAR LAZIO 2017

Questo ricorso fissato il 7 novembre 2017 al TAR del Lazio, fu rinviato in attesa del pronunciamento della Plenaria.

A questo punto il TAR e anche il C. d. S. non potranno che uniformarsi alla decisione della plenaria.

Per questi ricorrenti i nostri legali seguiranno tutto l'iter procedurale, credo  fino al C. d. S.,  per poi eventualmente intervenire con ricorsi collettivi e/o individuali al G. d. L. o in tutte le altre sedi opportune al fine di tutelarli al pari di quelli già inclusi con riserva in GAE.

RICORSO AL  G. d. L.

Per chi invece ha maturato almeno tre anni di servizio, anche non continuativo,  stiamo anche prendendo in considerazione la possibilità di presentare ricorso al Giudice del Lavoro per il divieto di reiterazione del contratto a T. D.

RICORSO ALLA CEDU

Considerato che  il ricorso alla Corte Europea del Diritti dell'Uomo  (CEDU) ha tempi  biblici - per una sentenza  si prevedono almeno due/tre anni - come estremo rimedio, subito dopo le decisioni del MIUR sulle modalità di applicazione della sentenza del CdS, lo inoltreremo  con spese di deposito e di notifica a completo carico del nostro sindacato, per tutti i nostri iscritti.

Vi informeremo a breve sui tempi e modalità di adesione oltre che sugli sviluppi della vicenda.