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La sentenza della Cassazione.

Scritto da franco lillo on .

IMMAGINE1Andate a prendere i

vostri figli a scuola! 

Un polverone sbagliato

e disinformato.

LA SENTENZA

 

 

 In calce alleghiamo l'intera Ordinanza.

IL FATTO IN BREVE.

         Nel 2003, a Firenze,  un alunno di 11 anni viene investito da un pullman davanti alla scuola da dove era appena  uscito e muore.

         La famiglia  fa ricorso  e il  giudice di primo grado ,   solo nel 2009, condanna il Miur, il comune e la compagnia assicuratrice del pullman ad un risarcimento di 420. mila euro a favore dei genitore e del fratello.

         In appello la sentenza viene confermata nel 2014.

         Solo il 19 settembre 2017,  la Suprema Corte di Cassazione, conferma i due gradi di giudizio precedenti  ed eleva a circa 600 mila euro il risarcimento, oltre le spese di giustizia.

         Tutte e tre le pronunce si fondano prò sul regolamento , che era stato assunto dal Consiglio di istituto qualche anno prima e che all'art. 3 lettere D) ed F) poneva in capo alla scuola l'obbligo di prelevare gli alunni   e di accompagnarli all'uscita  fino ai mezzi di trasporto.

IL COMMENTO

         A noi è apparsa in tutta evidenza da subito una sentenza equilibrata e giusta.

         Se in Consiglio di Istituto adotta un regolamento nel quale si prevede esplicitamente  (  art. 3 commi D. ed F. )  che gli alunni vanno presi ed accompagnati ai mezzi di trasporto, bisogna poi rispettarlo.

         Visto per altro che detto organismo è presieduto, non  caso,  da un genitore, il dirigente aveva l'obbligo di applicarlo o di farlo modificare.

         Cosa che non  è avvenuta.

         Da qui si è scatenata una vera e propria caccia  ai genitori, ai nonni, e anche all'accompagnamento coatto.

CONSIDERAZIONI

         Il  docente non ha nessun obbligo giuridico di accompagnare gli alunni al pullman, ma solo al cancello di uscita della scuola.

         Eventuali compiti aggiuntivi vanno concordati, non imposti,  accettati e ovviamente remunerati.

         I genitori, sempre più spesso, non sono in condizione di farlo a meno di rinunciare al proprio lavoro.

         La famiglia patriarcale è un ricordo ormai del secolo scorso: i nonni,  quando ci sono, fanno già questo lavoro con piacere, ma ci sono sempre meno, a cominciare dalla ministra Fedeli.

         Tutto il polverone   alzato da questa notizia ci è parso  disinformato e sbagliato.

         Janusz Korczak, medico e pedagogo polacco di origine ebraica,  morto nel 1942 nel campo di sterminio di Treblinka, nel suo libro Il diritto del bambino al rispetto, preso a  base per la stesura della Carta Internazionale dei Diritti del Fanciullo,  del !959,  mette al primo posto IL DIRITTO DI MORIRE, nel senso di crescere liberi ,  in autonomia e con spirito critico.

         Non sapeva ancora che i suoi 200  fanciulli  che lui  curava ed educava nell'orfanotrofio di Varsavia, sarebbero morti,  dopo di lui, gasati a TreblinKa.

 

 

 

 

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