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Nella fase C precedenza alla prima preferenza.

Scritto da franco lillo on .

 

asinoCome Volevasi Dimostrare:

I primi sono diventati  gli ultimi.

7 mila su 9 mila assunti emigrano dal Sud al Nord.

Gli idonei del concorso i più penalizzati.

 

 

        C.V.D. è una espressione che viene posta abitualmente al termine di una dimostrazione matematica, per confermare la validità di un teorema. Solo che, in questo caso,  il teorema è stato taroccato nella premessa.

        Inevitabilmente è successo quello che avevamo ampiamente previsto. I primi in graduatoria sono stati nominati tutti al Nord, i più fortunati nel Lazio.

        La stessa ministro Giannini in una conferenza stampa di oggi,  per illustrare i dati definitivi della famigerata fase B,  parla di 9 mila assunzioni effettivamente disposte a fronte di 16.210 disponibilità.

        Un flop clamoroso, più di 7 mila cattedre rimangono vuote. Poi aggiunge che solo 7 mila precari del Sud sono andati al Nord.

        7 mila su 9 mila vogliono dire più  3 su 4, quasi il 78%, per buona parte, diciamo noi, siciliani o campani.

        Ma se al Nord aggiungiamo anche  il Lazio e la Toscana,  il numero di immessi in ruolo al Sud è davvero di poche centinaia.

        Mi hanno chiamato in molti,  disperati,  che hanno avuto Bergamo o anche Cuneo con  il patema di non riuscire ad avere una supplenza per cercare almeno di rinviare la partenza.

        Ma le supplenze al Sud si sono contratte notevolmente per via delle immissioni in ruolo su tutti i posti disponibili e delle assegnazioni provvisorie interprovinciali.  

        Ora le alternative sono davvero da nodo scorsoio: accettare entro l’11 settembre o essere definitivamente depennati dalle GAE o dalle graduatorie  di merito  del concorso ordinario del 2012.

        I colleghi nominati potrannonon raggiungere la sede assegnata solo se avranno  già stipulato un contratto a tempo determinato almeno    al 30 giugno,  entro venerdì 11 settembre, termine ultimo per l'accettazione della nomina in ruolo.

        Noi siamo convinti che l’impianto della norma sia sbagliato se non anche viziato da gravi illegittimità.             Ma presto  i nodi verranno al pettine.

        A metà novembre, quando i colleghi che hanno scansato la fase “B”,   matureranno nella fase “C” , una sede nella prima provincia espressa o in ogni caso,  migliore di quella spettata ai colleghi della fase “B”, partirà una marea di contenzioso seriale che non porterà  bene alla scuola e ingrasserà i ricorsifici.

         

        Questo ormai pare certo. Almeno su questo versante i tecnici del MIUR non hanno potuto derogare nonostante la farraginosità della norma.

        L’algoritmo che presiede alla graduatoria nazionale tiene conto della prima preferenza espressa e attribuisce una priorità nella scelta, a  prescindere dal punteggio, su tutto l’organico aggiuntivo di quella provincia.

        Se non si  matura sulla prima preferenza si partecipa sulle altre 99,  sui posti eventualmente residuati, dalla graduatoria nazionale senza precedenze.

        Quelli che però hanno pagato il prezzo più salato in questa vicenda assurda sono i colleghi inclusi nelle graduatorie di merito dei concorsi ordinari regionali del 2012.

        Ebbene Renzi e la Giannini erano partiti per la loro esclusione tout court dal piano di assunzioni, se non rientravano nel numero dei vincitori.

        Poi qualcuno gli ha ricordato  che nella maggioranza delle  regioni avevano già nominato tutti i vincitori e anche tutti gli idonei e quindi hanno dovuto fare macchina indietro, ma ripagandosi con un ricatto: la mobilità nazionale coatta e con precedenza sulle GAE,  con la minaccia di un nuovo concorso e l’azzeramento delle graduatorie di quello del 2012.

        Abbiamo chiesto in tanti e in tutte le sedi l’unificazione delle due fasi B e C, ma dal MIUR hanno sempre risposto picche.

        A tutti i colleghi che stanno pagando lo scotto di una norma  sbagliata, frutto  di un teorema assurdo e illogico, assicuriamo che continueremo  a batterci  per modificare  questa norma sbagliata, illogica e viziata da gravi illegittimità.