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Un'estate infuocata per i precari.

Scritto da franco lillo on .

 

Per evitare che i primi siano gli ultimi,IL GATTO E LA VOLPE2

per evitare illegittimità  e ingiustizie.

Crediamo  che le fasi "B" e "C" vadano unificate.             Melius re perpensa.TABULATO DEFINITIVO IMMISSIONI IN  RUOLO 

 

           Questa estate già torrida dal punto di vista meteorologico, si conferma sempre più infuocata per i tanti precari della scuola, delle GAE e del concorso,  che aspettano di capire di che morte moriranno.

           Davvero questa EX BUONASCUOLA è stata infarcita di tanti refusi, di tante contraddizioni, tante palesi e incomprensibili assurdità, che non piace più neanche ai presidi.

           Il  primo e più evidente refuso e quello relativo alla divisione della fase 3 dalla fase 4.

           Spieghiamoci.

           Nella terza fase ( o fase “B” ) si effettuano nomine da graduatoria nazionale in tutte le province dove le GAE e le graduatorie del concorso 2012 sono esaurite.

           In questa fase  dovrebbero essere chiamati quasi esclusivamente    gli inclusi nelle graduatorie di merito del concorso ordinario del 2012 su tutte le province a livelli nazionale, perché precedono quelli delle GAE.

           In questo caso la precedenza prevista è una fregatura, perché nella fase successiva (fase “C”) si attinge dall’organico aggiuntivo e gli stessi aspiranti nominati in capo al mondo, con molte probabilità,  matureranno il diritto nella propria provincia o regione.

            Davvero, in questo caso,  i primi saranno gli ultimi.

 

           E però la norma prevede che se non presentano domanda non possono partecipare alle immissioni in ruolo né per la fase “B” né per la fase “C”.

           Se presentano la domanda, invece,  e accettano una nomina eventualmente conferita nella fase “B”,  non possono modificarla nella fase successiva e se rifiutano vengono depennati.

           Per giunta il comma 108 prevede un piano straordinario di mobilità riservato al docenti assunti entro l’anno scolastico 2014/15, in deroga al vincolo triennale.

           Quindi gli assunti dal 1° settembre 2015 resteranno confinati all’ “estero” per almeno un triennio.

           Per gli inclusi nelle graduatorie del concorso ordinario, in primo luogo,  crediamo che la prescrizione sia affetta da gravi vizi di legittimità.

           Questi colleghi hanno partecipato ad una procedura concorsuale regionale. Hanno scelto una regione nella quale sostenere le prove e poi eventualmente insegnare.

           Ora, con norma successiva viene stabilito che la graduatoria diventa nazionale e se non si accetta il ruolo anche in una provincia a mille chilometri da casa, vieni cancellato e perdi il diritto. Anche se hai un figlio disabile da assistere. Anche se sei disabile in percentuale superiore ai 2/3.

           Siamo dell’avviso che una norma sopravvenuta non possa modificare in peius il tuo status ex nunc, ma solo eventualmente prevedere la possibilità di esercitare l’opzione.

           Equivale a dire: hai vinto un concorso da vigile urbano a Caltanisetta, bene ora ho bisogno di vigili a Cuneo, se non  accetti, ti precludo anche la possibilità di essere immesso in ruolo nella città dove hai sostenuto il concorso.

           Stessa cosa, ovviamente, anche  per le GAE, anche se in questo caso i danni sarebbero meno eclatanti.

           Tanti colleghi non hanno modificato la provincia di inclusione in GAE, perché non hanno potuto o voluto farlo, ora una norma capestro rischia di cambiargli la vita.

           Nel 2014, in occasione dell’aggiornamento delle GAE, era stata prevista una validità triennale, fino al 2017.

           Ora questa norma pretende di cambiare le regole del gioco, mentre la partita è in  corso.

           Così anche la stessa graduatoria nazionale che opera nell’ultima fase:  “C”.

           A nostro parere non può operare senza salvaguardare gli aspiranti già inclusi in GAE in quella provincia, se non già esaurite, prescindendo dal punteggio.

           Per questo invitiamo  il ministro Giannini a fare  una riflessione,  almeno su questi aspetti macroscopici che esporrebbero il MIUR ad una marea di contenzioso.

           Ci auguriamo che prima dell’apertura dei nodi per la scelta delle province, ci sia un ripensamento e una correzione di tiro, almeno con l’unificazione delle ultime due fasi.

 

 

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