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L. Berlinguer ispiratore di Renzi.

Scritto da franco lillo on .

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Il maxi emendamento AS 1934.

Atto Senato 1934. 

A noi invece piace pensare ad 

"Anno Scolastico 1934/35".

Allora però c'era il libro unico.

 

         Le assunzioni ci saranno, ma la riforma sarà completata in due fasi.

          Il governo prova il tutto per tutto per far approvare il ddl ex-Buona Scuola in tempo.

         Il provvedimento arriverà in aula al Senato domani 24 giugno , ma senza il parere della commissione cultura.

         Renzi è intenzionato a chiedere la fiducia già giovedì 25  sul maxiemendamento,  e l’ipotesi è stata approvata anche dal Consiglio dei ministri in serata “nel caso fosse necessario”.

         Siamo dell’avviso, dopo aver speso tre ore del nostro tempo a spulciare le modifiche, che  è  solo un tentativo maldestro  di indorare la pillola,  ma di fatto la filosofia e  la struttura del provvedimento rimangono invariate.

         Il testo non cambia l’impianto sostanziale della riforma: resta il il superpreside, resta la chiamata diretta, l’ingerenza dei privati nella scuola pubblica statale e gli sgravi per le paritarie.

         Resta, in sostanza, tutto ciò che il  mondo della scuola ha  contestato per mesi  con una vera e propria rivolta.

         Forse la sola novità positiva  riguarda le  assunzioni di  tutti gli idonei al concorso a cattedre 2012, non solo i vincitori come era  previsto dall’ex articolo 10 del DDL, approvato alla Camera.

         Anche la Confindustria negli ultimi giorni, attraverso il suo giornale,  ILSOLE24ORE, si sta smarcando da un sostegno ormai imbarazzante.

         Rimane imperterrito solo l’ex ministro dell’istruzione  Luigi Berlinguer, che fu cacciato a furor di popolo dopo la proposta del famoso CONCORSONE del 2000, che oggi, sul Mattino di Napoli, sostiene che è stato lui l’ispiratore della ormai EX-BUONASCUOLA di Renzi.

           Non  avevamo dubbi. Era anche nume tutelare  della Gelmini quando usava le forbici.

         Riservandoci un’analisi più puntuale e articolata di un pasticcio,  infarcito di tanti commi e tanti capetti , in primo luogo sulle ricadute immediate sullo stato giuridico dei docenti, non possiamo che augurarci che il Senato della repubblica ritrovi il coraggio di dire NO a questo ennesimo ricatto.

 

 

 

 

 

 

 

 

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