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Restano gli albi e la chiamata diretta:

Scritto da Teresa APONE on .

selezione-del-personalecontinuano ad offendere 

la   scuola  e   la   nostra 

intelligenza.

Abbasso la “barbarie”!

         Poco tempo  fa, se la mente non mi inganna, quando Renzi presentò il suo progetto di scuola, il senso delle sue parole fu più o meno questo : la scuola non ha bisogno  di riforme, è  stata negli anni bersaglio di cambiamenti e riforme continue, pertanto lasciamo decantare le cose, dalla scuola si deve ripartire!

         Purtroppo la data precisa relativa a tale discorso, non la ricordo, ma certamente che il sermone fosse stato fatto dal premier Renzi sì, a meno che la stanchezza per le ultime “torture” legislative  riguardanti la scuola non abbia  fiaccato troppo la mia mente, già usurata dal “leggero”- così sostiene qualcuno-   lavoro quotidiano in classe.

         Ieri un epocale sciopero ha caratterizzato il mondo della scuola, quasi l’80 %  delle adesioni, stando alle notizie ufficiali.

         Un risultato da far SALTARE SULLA SEDIA QUALSIASI MINISTRO DELL PUBBLICA ISTRUZIONE o  GOVERNO, considerato che la scuola è il ”motore” del paese e raccoglie e convoglia attorno a sé varia parte della società, non solo insegnanti e presidi, ma anche alunni, genitori, famiglie , quindi cittadini.

         Invece, ieri, giorno del maxi sciopero,  già dalle prime ore del giorno i vari commenti che provenivano dalle alte cariche del ministero e dal premier, non lasciavano dubbi sulla chiusura e la falsa apertura sui punti critici del d.d.l.

         Stamane ho conferma dei farfugliamenti di ieri   e della linea dominante delle  varie pontificazioni tenute  dai vari addetti ai lavori nei numerosi talk show, dalla rassegna stampa di  prima mattina:

         Renzi risolverà il problema dei precari, ritornerà sul merito, ma gli albi e la chiamata diretta non si toccano!

         O meglio ritocchi sono stati fatti, ma  per noi insegnanti che viviamo la scuola, sono irrilevanti. Solo pochi ingenui possono credere che siano ritocchi opportuni e sostanziali.

         Il senso di questi cambiamenti può essere riassunto in questa semplicistica e rudimentale metafora: Avete fame? Bene, ora risolviamo così: spolveriamo un po’ la mensa!

         Il capo del governo sostiene, inoltre, che c’è stato un problema di comunicazione.

         Sperava forse che i professori italiani fossero tanto analfabeti, da non saper nemmeno interpretare una legge che non ha bisogno  di alcun commento?

         La tua grande capacità di comunicazione, caro premier, ha un limite: la nostra intelligenza!

         Nella  scuola siamo al limite della barbarie, camuffata e mascherata dalla parola “rinnovamento”.

         Purtroppo mancano dei Voltaire tra i politici che ci tirino fuori da quest’orrore, a meno che qualcuno di questi Voltaire non resusciti e  ci porti fuori dall’ abisso in cui siamo caduti!

         Teresa Apone  (docente di italiano e latino t. i. – Agropoli-SA)  

Abbasso la “barbarie”!

         Poco tempo  fa, se la mente non mi inganna, quando Renzi presentò il suo progetto di scuola, il senso delle sue parole fu più o meno questo : la scuola non ha bisogno  di riforme, è  stata negli anni bersaglio di cambiamenti e riforme continue, pertanto lasciamo decantare le cose, dalla scuola si deve ripartire!

         Purtroppo la data precisa relativa a tale discorso, non la ricordo, ma certamente che il sermone fosse stato fatto dal premier Renzi sì, a meno che la stanchezza per le ultime “torture” legislative  riguardanti la scuola non abbia  fiaccato troppo la mia mente, già usurata dal “leggero”- così sostiene qualcuno-   lavoro quotidiano in classe.

         Ieri un epocale sciopero ha caratterizzato il mondo della scuola, quasi l’80 %  delle adesioni, stando alle notizie ufficiali.

         Un risultato da far SALTARE SULLA SEDIA QUALSIASI MINISTRO DELL PUBBLICA ISTRUZIONE o  GOVERNO, considerato che la scuola è il ”motore” del paese e raccoglie e convoglia attorno a sé varia parte della società, non solo insegnanti e presidi, ma anche alunni, genitori, famiglie , quindi cittadini.

         Invece, ieri, giorno del maxi sciopero,  già dalle prime ore del giorno i vari commenti che provenivano dalle alte cariche del ministero e dal premier, non lasciavano dubbi sulla chiusura e la falsa apertura sui punti critici del d.d.l.

         Stamane ho conferma dei farfugliamenti di ieri   e della linea dominante delle  varie pontificazioni tenute  dai vari addetti ai lavori nei numerosi talk show, dalla rassegna stampa di  prima mattina:

         Renzi risolverà il problema dei precari, ritornerà sul merito, ma gli albi e la chiamata diretta non si toccano!

         O meglio ritocchi sono stati fatti, ma  per noi insegnanti che viviamo la scuola, sono irrilevanti. Solo pochi ingenui possono credere che siano ritocchi opportuni e sostanziali.

         Il senso di questi cambiamenti può essere riassunto in questa semplicistica e rudimentale metafora: Avete fame? Bene, ora risolviamo così: spolveriamo un po’ la mensa!

         Il capo del governo sostiene, inoltre, che c’è stato un problema di comunicazione.

         Sperava forse che i professori italiani fossero tanto analfabeti, da non saper nemmeno interpretare una legge che non ha bisogno  di alcun commento?

         La tua grande capacità di comunicazione, caro premier, ha un limite: la nostra intelligenza!

         Nella  scuola siamo al limite della barbarie, camuffata e mascherata dalla parola “rinnovamento”.

         Purtroppo mancano dei Voltaire tra i politici che ci tirino fuori da quest’orrore, a meno che qualcuno di questi Voltaire non resusciti e  ci porti fuori dall’ abisso in cui siamo caduti!

         Teresa Apone  (docente di italiano e latino t. i. – Agropoli-SA)