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Il futuro della scuola italiana

Scritto da Guglielmo RISPOLI on .

ROSSOBUONO...ci sentiamo PROTAGONISTI

della  scuola e chiediamo

semplicemente di

 ESSERE ASCOLTATI.napoleone

Sfilava fra 100 mila oggi a Roma. 

 

 

Il futuro della scuola italiana

Domani 5 maggio ci sarà uno sciopero generale della scuola (di tutto il personale della scuola) indetto da tutte le sigle sindacali.

Non è un fatto nuovo, ma è un fatto che ha qualcosa di nuovo per due motivi:

1)- lo sciopero unitario di tutte le sigle sindacali avviene dopo moltissimi anni;

2)- questo sciopero vuole chiedere di modificare un progetto noto con il nominativo la “Buona Scuola” che doveva fornire indicazioni per un miglioramento netto della scuola e del suo andamento organizzativo e funzionale.

Ha fatto piacere leggere la dizione Buona Scuola per noi che da almeno 30 anni abbiamo fatto di tutto per costruire una buona scuola.

Noi apparteniamo alla categoria di insegnanti che non hanno mai contato le ore di studio, le ore di presenza a scuola ed eravamo pagati con uno stipendio perfino peggiore nel rapporto lire/euro.

Noi però eravamo la scuola e sapevamo che la scuola era la scuola delle bambine e dei bambini, dei maestri, dei professori e dei ragazzi. Eravamo la scuola aperta ai genitori che ci ascoltavano e ci chiedevano aiuto.

Poi ci hanno chiesto di cambiare e in nessun settore di lavoro è stato tante volte chiesto di cambiare. Per questo abbiamo dato il massimo e lo abbiamo fatto sia a favore di vento che controvento. Lo abbiamo fatto perché la scuola pubblica italiana era sostenuta da idee, valori, testimonianze anche nelle Università e tra la gente comune. La scuola, specie la scuola elementare, era il punto di incontro di generazioni, era il luogo della Cultura che si forma e che cresce. 

Abbiamo così aiutato la scuola dell'infanzia. Sono stati proprio i docenti che si aggiornavano con i propri soldi e che hanno richiesto dignità per la scuola delle bambine e dei bambini dai tre ai sei anni. Gli stessi docenti che hanno dato idee e contributo alla scrittura prima ed alla sperimentazione degli Orientamenti del 1989/1991. La scuola dell'infanzia italiana è stata guardata ed osservata dall'Europa come un'esperienza tra le più interessanti del Continente. Il 1° Circolo Didattico di San Giorgio a Cremano e chi scrive hanno contribuito su più terreni professionali a costruire un'idea di scuola di qualità in questo settore determinante secondo la psicopedagogia di tutto il Mondo e che riguarda la fase di sviluppo dai 3 ai 6 anni. E' una scuola a cui va data importanza, spazio, professionalità elevate, risorse per aiutare tutti i bambini figli di tutti a cominciare bene e continuare meglio il percorso scolastico. Un solo riferimento: Loris Malaguzzi a cui noi abbiamo intitolato la nostra scuola 3-6 anni.

La scuola primariaper anni è stato il pilastro del nostro sistema formativo. Una legge semplice (la 148/del 1990) ed i Programmi del 1985 hanno costruito un mondo scolastico solido: un'autentica corazzata per due generazioni di bambini. Una scuola ammirata perfino dai tedeschi e dagli inglesi: un modello per la migliore Europa degli anni ottanta e novanta: la nostra scuola elementare dei Moduli !!!!! Era una scuola che si poteva migliorare, ammodernare, aprire alla tecnologia. Per quella scuola hanno lavorato pedagogisti e maestri del calibro di Lorenzo Milani, Gianni Rodari, Mario Lodi, Clotilde Pontecorso, Franco Frabboni, Piero Bertolini, Gioacchino Petracchi.

Poi è arrivato chi non capiva nulla o quasi nulla di scuola ed ha guardato la scuola piuttosto che gli armamenti, il funzionamento della didattica piuttosto che gli sperperi pubblici. In vent'anni si sono fatti non pochi passi indietro ma nonostante tutto la SCUOLA ha continuato ad ESISTERE e RESISTERE.
I Direttori Didattici curavano le loro scuole, le scuole che dirigevano insieme con i genitori ed i maestri. I Presidi cercavano di realizzare il Diritto allo Studio ed orientavano per quanto possibile i ragazzi verso il futuro.

Poi la crisi di valori e la peggiore società ha tentato di trascinare con se la scuola: incultura, mediocrità, superficialità, slogan, contrapposizioni.

Eppure i tentativi di dare sostanza a progetti e percorsi nella scuola media e superiore c'erano stati ed i ragazzi erano stimolati a fare, studiare, imparare.

Per decenni due problemi: 1)- le risorse economiche per il miglioramento; 2)- l'attenzione degli enti locali alle loro proprietà, ai loro edifici scolastici.

Non c'è bisogno di vedere una puntata di Report per capire la difficoltà in cui lavorano Dirigenti Scolastici, docenti e personale ATA.

Forse ci sarebbe bisogno di maggiore informazione per capire quale guasto si sia fatto nel portare fino a 1400 (come nel caso di questo Istituto) e perfino oltre il numero dei bambini e degli studenti iscritti nella stessa scuola: megascuole quasi ingestibili e assolutamente difficili da organizzare. In tanti casi il progetto didattico e formativo è venuto meno quando non è crollato.

Di fatto si è detto ai Presidi, ex Direttori didattici, ai Dirigenti scolastici: «Fai finta di occuparti della formazione, ma stai attento alle scadenze, quelle del M.E.F. quelle del MIUR, quelle dell'ISTAT e poi guarda e segui le disposizioni dell'INVALSI e dell'INDIRE e poi segui i piani PON, vai sulla piattaforma, prendi tu in carico la manutenzione delle scuole, sollecita il Comune, sollecita la provincia, scrivi mille lettere all'ASL che non ti risponde, informa i vigili urbani, denuncia al Tribunale dei Minori, sollecita l'Avvocatura dello Stato, Costituisciti in Causa contro.....questo o quello; aiuta i genitori in difficoltà, prepara bene la contrattazione d'Istituto, apri la tua scuola in rete alle Università, accogli i tirocinanti di tutte le Università.....»......

sembrerebbe quasi fatto apposta se non ci fosse solo tanta confusione e sovrapposizione....... DISTRARRE il conducente affinché prima o poi o si rinuncia al Viaggio o si va a sbattere o ad affondare in pieno oceano.

Eppure la scuola è viva. Spesso è molto viva. La scuola, gli Istituti scolastici, ha  pazientato, ha spesso utilizzato (come abbiamo fatto noi) tutte le occasioni per creare opportunità per i ragazzi ed i bambini aderendo ai piani PON.

Ecco perché a volte le luci delle scuole sono accese di sera, anche di sabato a volte anche di domenica. Le scuole (non tutte eguali), senza farlo pesare alle famiglie, hanno fatto maturare le risorse economiche e prodotto interventi e benefici educativi, formativi, didattici e d'ambiente. E' avvenuto per tutti gli ordini di scuola ed in Campania ci sono decine e decine di testimonianze di BUONE SCUOLE. Le scuole BUONE e COMPETENTI esistono già.

E' per questo che anche il nostro Istituto come tanti (pur con qualche distinzione tecnica o di approccio culturale) ha aderito alle sperimentazioni (Alice, Invalsi, Vales, Certificazione delle Competenze) proposte dall'Amministrazione.

Ecco perché ci sentiamo PROTAGONISTI della scuola e chiediamo semplicemente  di ESSERE ASCOLTATI.

Il futuro esiste già: è la BUONA SCUOLA che abbiamo costruito NOI da quasi quarant’anni e chi è più giovane farebbe bene, come abbiamo fatto noi a vent'anni, a trent'anni ed a quarant'anni ad ascoltare, capire, imparare dal PASSATO.

il FUTURO è nel passato, è nella Storia che orienta il nostro esserci ed il nostro futuro.

Il futuro è nel RISPETTO e la SCUOLA, che ha una storia che va ben oltre i banchi, i calamai, le cartine geografiche ed oggi le LIM di rispetto ne merita tanto.

Il RISPETTO (così come il futuro) si costruisce ogni giorno con il LAVORO, la FATICA, la TENACIA, certamente non con le scorciatoie o le semplificazioni da qualsiasi parte provengano.

I processi educativi e formativi sono il frutto di un lavoro di COESIONE e non di COERCIZIONE e la scuola così come tutto il nostro Paese ha bisogno di esemplarità e quelle esemplarità le vogliamo vedere a tutti i livelli nel Governo della Scuola.

Guglielmo Rispoli, psicopedagogista, dirigente scolastico