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CONCORSO DIRIGENTI SCOLASTICI 2017

Scritto da franco lillo on .

 

Dopo la pubblicazione del regolamento,

del bando si sono perse le tracce.

Tempi, numeri e perplessità sulle procedure.

       Dopo la pubblicazione del regolamento con il   D. M.  3 agosto 2017,  n. 138,  nella  Gazzetta Ufficiale n. 220 del 20-9-2017, al MIUR tutto tace.

       

        Del bando non c'é   traccia.

       

        Tutto si complica nella determinazione del numero dei posti da mettere a concorso.

 

        Perché la genericità  della formulazione degli artt. 4 e 25 del regolamento, lasciano molti dubbi e molte incertezze.

 

        Ma andiamo con ordine.

       

        I posti liberi e disponibili alla data dell'indizione del concorso sono sicuramente un dato certo e verificabile, al netto delle reggenze sulle scuole sotto dimensionate, sono circa 1400.

       

        Quelli che si renderanno disponibili nel triennio  successivo anche,  stante un  turnover consolidato  dei DS di circa il 6/7%, quindi  600 posti all'anno che per 3 anni sono 1.800,  per complessivi 3.200 da mettere a concorso.

 

        Già qui la prima difficoltà applicativa.

       

        Per triennio ci riferiamo solo al 18/19, 19/20 e 20/21, o anche al 21/22 ?

 

        In quest'ultimo caso da 3.200 i posti lieviterebbero a 3.800.

 

        E poi, oltre agli idonei del concorso 2011, per i quali  verrà accantonata una quota del 20%,  c'è tutta la spinosa partita dei ricorsi ancora pendenti,   dei concorsi dal 2004 in poi, che potrebbero rientrare in gioco con il pateracchio perpetrato dalla L. 107/2015, che di fatto ne ha sanato  solo una parte.

       

        Insomma, una matassa ingarbugliata  dalla  quale la ministra Fedeli  non riesce a uscire.

               

        Ma torniamo al tema: il bando.

       

        Se pure  andasse in pubblicazione il prossimo venerdì,  6 ottobre 2017, e non è detto,  bisognerebbe attendere il 5 novembre per la presentazione delle domande online.

       

        Poi il tempo per assemblare i dati, verificare se  il numero delle domande è superiore a tre  volte  i posti messi a concorso e stabilire la data della preselettiva, ma solo dopo aver pubblicato,  almeno 20 giorni prima,  la batteria dei test dai quali saranno estratti i 100 da somministrare nella prova.

       

        Insomma, i tempi sono ancora tutti da verificare, non prima,  in ogni caso,  di fine dicembre.

       

       

        Considerato che le prove, che gli aspiranti dirigenti dovranno affrontare, sono:

  • la prova scritta,
  • l'esame  orale,
  • il tirocinio,
  • la prova scritta al termine del tirocinio
  • il colloquio finale.

 

       È di tutta evidenza che il primo settembre 2018 saremo ancora in alto mare. Per questo nel conto delle disponibilità noi crediamo vada compreso anche l'anno scolastico 2021/22.

 

       Nel merito delle prove:

a noi pare squilibrata la valutazione delle due prove scritte sulla conoscenza della lingua comunitaria scelta dal candidato fra inglese, francese, spagnolo e tedesco.

 

       Dieci quesiti a risposta chiusa per due punti a risposta corretta e nessuna decurtazione per la risposta errata, mentre per la prova preselettiva si detrae lo 0,30.

      

       Venti punti complessivi che ci paiano sproporzionati rispetto ai  16 per ognuno  degli altri 5 quesiti  a risposta aperta per complessivi 100 punti.

 

       Per altro questi, non facendo parte della batteria dei test, non saranno resi noti preventivamente.

 

       In questo modo davvero raggiungere la quota minima di 70 punti,  prevista per l'ammissione alla prova orale appare difficile senza aver risposto correttamente  almeno alla metà delle risposte nelle prove di lingua.

 

       Quindi tutti i candidati che raggiungono, allo scritto,  almeno 70 punti su 100,  accedono all'orale.  

 

       Anche la prova orale è superata con un punteggio minimo di 70/100.

 

       Solo a questo punto si opera le scrematura effettiva dei partecipanti.

 

       L'ammissione al tirocinio  è prevista per un numero di candidati pari ai posti messi a concorso aumentati del 20%.

 

       Facciamo un esempio:

se i posti saranno 3.000, dalla prova preselettiva dovranno essere ammessi alla prova scritta i candidati pari a tre volte i posti disponibili, quindi 9.000 più quelli che hanno lo stesso punteggio dell'ultimo incluso.

      

       Supponiamo che di questi solo 5.000 superano la prova scritta e la prova orale, ma solo 3.000 più il 20%, quindi 3.600,  saranno ammessi al corso dirigenziale e al tirocinio.

 

       A questo punto la commissione  stilerà la graduatoria generale di merito per l'accesso al corso di formazione dirigenziale, col punteggio dato dalla somma dei punteggi della prova scritta, della prova orale e dei titoli.

 

       Il risultato vedrà 1.400 candidati esclusi dalla graduatoria di merito dopo avere superato tutte le prove valutate, compresa la prova preselettiva.

 

       A questo punto davvero i titoli possono fare la differenza.

 

       Invece la graduatoria nazionale definitiva per l'immissione in ruolo,  sarà compilata  solo con la somma dei voti ottenuti con la prova scritta e il colloquio finale dopo il tirocinio previsti dall'art. 17 del D.M.

 

       Non comprendiamo perché, a questo punto, mettiamo da parte punteggi già acquisiti nel percorso, titoli compresi,  e ci fermiamo alla valutazione solo delle ultime due prove.

 

       Non vorremmo che qualcuno ha fretta e  vuole sostituire  le conoscenze, alla competenza.