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Il TAR mette una pietra tombale sul concorso D. S. in Lombardia

Scritto da franco lillo on .

 

usrlombardia1Prima le buste trasparenti, ora i commissari nominati senza titoli.

Davvero un pasticcio senza fine per colpa di chi

“ha operato senza adeguato livello di diligenza”.

 

         Annullato per la seconda volta il concorso dei dirigenti scolastici in Lombardia.

          La sentenza del TAR, depositata il 29 giugno scorso,  dispone  l'annullamento delle procedure concorsuali e di tutti gli atti conseguenti e quindi anche delle circa 600  nomine dei nuovi presidi disposte nel giugno e nel settembre del 2014 dall’USR per la Lombardia.

         Prima le buste trasparenti, ora i commissari nominati senza titolo.

         Nelle motivazioni i giudici scrivono testualmente:

L’Amministrazione ha operato senza un adeguato livello di diligenza che si sarebbe dovuto imporre in considerazione della delicatezza delle scelte che si accingeva a compiere, tenuto conto che si trattava di una procedura concorsuale già incorsa in un annullamento giurisdizionale, che aveva visto coinvolti un elevatissimo numero di soggetti concorrenti, e considerata l’elevata carenza di organico dei dirigenti scolastici.

         Quindi censurano  il comportamento di chi “ HA OPERATO SENZA UN ADEGUATO LIVELLO DI DILIGENZA” nominando nelle commissioni giudicatrici persone che non avevano i titoli previsti dell’ordinamento vigente, esponendo così l’Amministrazione anche  al pagamento di corposi risarcimenti.

         Il dispositivo non lascia davvero molto spazio ad una eventuale nuova ricorrezione degli elaborati perché:

nel caso di specie, si tratterebbe di procedere alla correzione, per la terza volta, degli stessi elaborati scritti e considerate le circostanze di fattomedio tempore determinatesi (accesso agli atti, diffusione degli elaborati, conservazione degli stessi).

         Quindi non sarebbe più possibile assicurare l’anonimato, e bisognerebbe ripartire dalle prove scritte.

         Un pasticcio. Davvero una beffa  per i tantissimi che hanno superato tutte le prove per meriti propri e ora, dal prossimo 1° settembre,  dovrebbero tornare a fare i docenti.

         Così, allo stesso modo,  per le nomine da disporre dal 1° settembre 2015, dopo il differimento di due anni per il contenzioso pendente.

        Dopo la Toscana, la Campania, la Basilicata, la Sicilia, ancora una volta si conferma che  la scelta di regionalizzare i concorsi dei D. S. si è dimostrata sbagliata.

         Sbagliato,  a nostro parere,  è,  in primo luogo,  il metodo di nomina con il manuale Cencelli,  dei Direttori Regionali che risponde a logiche partitiche se non anche clientelari e che il TAR non ha avuto remore a definire inadeguati.

         Quindi o sono incompetenti ho hanno agito in mala fede. In ogni caso hanno commesso errori madornali censurati da sentenze della giustizia amministrativa e confermate dal Consiglio di Stato.

         Per questo consideriamo favorevolmente la decisione di accentrare presso la Scuola Nazionale dell’Amministrazione il prossimo concorso per il reclutamento dei presidi.

         Intanto però, in attesa del nuovo concorso ,  è tutto il sistema di istruzione pubblica che,  per queste vicende,  va in sofferenza e rischia di abbassare notevolmente   i suoi livelli formativi.

         In Lombardia, ma anche in Campania e in Toscana, i dirigenti in servizio sono  poco più della metà dei dei posti in organico. E’ già una toppa un dirigente titolare su una scuola e in reggenza su un’altra, ma su tre scuole sarebbe davvero una iattura.

         Per questo auspichiamo un provvedimento d’urgenza del governo che chiuda il contenzioso e sani definitivamente una situazione ormai insostenibile che rischia di allargarsi a macchia d’olio.