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Prova pre-selettiva del concorso per dirigenti scolastici.

Scritto da franco lillo on .

giustizia

Tar Campania: due pesi

e due misure per i

ricorsi degli esclusi.

(Avv. Marco Bianchini)

 

In ordine alle migliaia di ricorsi promossi dagli esclusi dalla prova pre-selettiva del concorso per dirigenti scolastici si sono spesi fiumi di parole. In attesa della fissazione, da parte del Tar Lazio, dell'udienza di merito nella quale saranno valutate le richieste di annullamento dell'intera prova concorsuale, occorre portare all'attenzione di tutti il caso del Tar Campania.

Come è noto, dopo il rigetto delle istanze cautelari da parte del Tar Lazio, alcuni avvocati  in qualche caso rappresentanti centinaia di clienti  si sono rivolti, quale estremo tentativo, ai Tar regionali, rinnovando le richieste di sospensiva per consentire l'ammissione dei ricorrenti alle prove scritte, ed ottenendo  in particolare in Puglia (Bari) ed in Campania (Napoli)  decreti monocratici di accoglimento di tali istanze, da confermare con urgenza in sede collegiale.

Orbene, in Puglia è accaduto che i predetti decreti  emanati, peraltro in assenza di contraddittorio, da sede giudiziaria oggettivamente incompetente  sono stati revocati già  prima dell'inizio delle prove scritte, e il collegio in camera di consiglio  fissata celermente prima di natale  ha giustamente dichiarato l'incompetenza del Tribunale amministrativo pugliese, in favore di quello centrale del Lazio, rilevando come l'impugnativa investisse anche atti  quali il bando di concorso, le istruzioni relative alle modalità  di svolgimento della prova preselettiva ed i criteri della sua valutazione  che sono stati emanati da organo centrale dello Stato ed hanno efficacia non territorialmente limitata (ordin. n.1903/2011).

In Campania, invece, più di 300 non idonei hanno potuto tranquillamente partecipare alle prove scritte in virtù di un decreto monocratico emesso, inaudita altera parte, da giudice palesemente non competente!

Ciò è stato possibile perché, al di là  dei tempi non ristretti della giustizia e della miopia con la quale spesso vengono valutate norme di non difficile interpretazione nelle sedi giudiziarie, il tribunale amministrativo partenopeo non ha dato il giusto peso alla questione e  senza revocare i decreti, che andavano valutati con attenzione prima di concedere validità  sine die con effetti devastanti  ha fissato con molta calma per il 12 gennaio le udienze per confermare tali provvedimenti in sede collegiale.

Ma vi è di più, il 12 gennaio il Tar Campania ha riservato un'altra sorpresa: il collegio si è pronunciato solo su alcune delle istanze cautelari, presentate da un paio di ricorrenti singoli, dichiarando,  come era da attendersi,  la propria incompetenza ed invalidando, conseguentemente, le loro prove scritte (ordin. n.116/2012 e n.122/2012); in ordine invece ai decreti monocratici riguardanti la maggior parte dei ricorrenti (circa 300), il tribunale ha inspiegabilmente rinviato la decisione al 22 febbraio prossimo, lasciando efficaci provvedimenti oggettivamente invalidi, resi in extremis il giorno prima dell'inizio delle prove scritte.

I dubbi che sorgono sono molteplici, ma prima di analizzare e commentare la vicenda in maniera più approfondita, converrà  attendere l'udienza del 22 febbraio, sperando , se non altro per la certezza del diritto - in un metro di giudizio univoco.

Avv. Marco BIANCHINI